3 novembre 2020 Daniele Zambaldo

Come misurare la qualità del pulito?


Conoscere gli strumenti di misurazione del pulito è importante perché ti consente di dare prova del lavoro svolto da condividere con il tuo cliente per certificare la qualità di ciò che fai. 


Come misurare la qualità del pulito?

In questo tempo molti pensano come pulire e disinfettare le superfici ma pochi sanno come verificare quanto è stato fatto.

Nelle mondo delle pulizie professionali ci sono diversi strumenti di misura per verificare il servizio svolto. 

1. Bioluminometro

Lumitester Smart, l'innovativo bioluminometro con tecnologia A3 • NCF -  Notiziario Chimico Farmaceutico

Il bioluminometro è lo strumento più usato per la verifica delle pulizie. È quello tecnologicamente più avanzato.

Gli ultimi modelli utilizzano la tecnologia cloud e permettono che il dato rilevato venga registrato automaticamente nel tuo database e condiviso con il cliente.

È uno strumento estremamente utile per la verifica delle pulizia dei piani di lavoro. Il funzionamento del bioluminometro è basato su un meccanismo di misurazione che consente di rilevare, con un tempo di analisi di pochissimi secondi, la presenza del nucleotide ATP (adenosintrifosfato), molecola energetica presente in tutte le cellule animali, vegetali, batteriche, nei lieviti e nelle muffe. 

Le molecole di ATP si possono pertanto ricercare in qualsiasi residuo di cibo e nei prodotti della lavorazione alimentare industriale, così come direttamente nelle cellule batteriche. 

Un monitoraggio di questo tipo consente di verificare con accuratezza l'effettiva pulizia degli ambienti di lavoro prima di cominciare le consuete procedure lavorative. 

L'utilizzo del  bioluminometro aumenta l’igiene negli ambienti di lavoro e permette di ridurre notevolmente i rischi di contaminazioni microbiche.

Principio di funzionamento.

Il sistema di analisi sfrutta le capacità di chemioluminescenza del reagente luciferin-luciferasi che a contatto con il substrato ATP è in grado di emettere luce; l’intensità della luce emessa è direttamente proporzionale alla quantità di ATP presente. 

Il bioluminometro è uno strumento dotato di un solido e sensibile fotodiodo capace di misurare la quantità di luce prodotta dalla reazione chimica. 

Questo tipo di analisi riflette quindi i differenti livelli di residui di cibo o di microorganismi presenti su una determinata superficie. 

Un monitoraggio di questo tipo consente di verificare con accuratezza l'effettiva pulizia delle superfici di lavoro.   

Raccolta del campione e procedura di analisi.

 

Il campionamento delle superfici avviene mediate l’utilizzo dei tamponi nelle superfici. Un campionamento corretto consiste nel passare il tampone di raccolta su un’area che deve essere preventivamente presa come standard per ciascun campionamento; per superfici ampie si consiglia un’area di 10x10 cm. 

Una volta avvenuto il campionamento, il tampone si deve riporre nel suo cappuccio di protezione e si può analizzare subito o mantenere fino a 4 ore prima di procedere con l’attivazione della reazione chimica e di eseguire la lettura nello strumento. 

Quando si decide di procedere con l’analisi, mediante un semplice movimento e pressione delle dita, si rompe la capsula contenuta nel tappo del tampone e si mette in contatto il reattivo luciferasi con il campione. 

Una volta attivata la reazione, il tampone deve essere inserito nel bioluminometro entro 60 secondi. 

Analisi e interpretazione dei risultati. 

Il bioluminometro riporta sul display un valore espresso in RLU che è direttamente proporzionale alla concentrazione di ATP presente nel campione. 

Lo strumento di default considera pulita ogni superficie che ha rilevato un valore inferiore a 10 RLU, non adeguatamente pulita una superficie con valori compresi fra 11 e 29 RLU, mentre ritiene sporche le superfici che rilevano letture superiori a 30 RLU. 

Esiste tuttavia una procedura corretta che consente di individuare i valori soglia di RLU da impostare nello strumento in funzione delle proprie esigenze. 

I dati raccolti nelle diverse misurazioni possono essere elaborati mediante analisi statistiche pre-impostate oppure attraverso elaborazioni personalizzabili dall’operatore. 

2. Bassoumetro

Acquisto online del misuratore di polvere tipo Bassoumetro

Il Bassoumetro è uno strumento molto usato nelle procedure di controllo, specie negli ambienti ospedalieri e di comunità. 

Questo strumento quantifica il grado di polveri presenti su superfici e pavimenti lisci (termoplastici, piastrellati ed in pietra). Il funzionamento di questo dispositivo è molto semplice e veloce; infatti è basato sullo sfregamento di una garza pulita applicata su un apposito supporto scorrevole, esso consente di raccogliere la polvere su un'area di riferimento per mezzo di un pattino, munito di lamelle in gomma, che esercitano una pressione costante sulla superficie da controllare. Le lamelle sono disposte in modo parallelo e consentono di leggere sulla superficie della garza una serie di linee dovute alla quantità di polvere presente su una determinata area; il numero di righe fornisce la misura dell'impolverimento della superficie controllata. 

3. Glossmetro

 

Il glossmetro è uno strumento per la misurazione della brillantezza mediante la riflessione della luce su una superficie. Tale valore è uno dei parametri più importanti di una superficie poiché influenza l’esperienza visiva e si determina tramite la relazione dell'intensità della luce emessa dal glossmetro e riflessa dal suo punto di impatto a una ricevente di riflessione interna al glossmetro.

Il glossmetro quindi, misura la riflessione speculare, ossia l'intensità della luce riflessa sull'angolo di riflessione entro un'area di dimensioni ridotte (finestra di misurazione).  

La brillantezza (anche lucidità o lucentezza) di un materiale definisce se la superficie finale sia opaca oppure lucida. Tale parametro gioca un ruolo molto importante in svariati settori produttivi e servono glossmetri efficienti al fine di uniformarne il controllo qualità. La misurazione della brillantezza è stata unificata secondo metodi e procedure internazionali rispondenti a standard quali ASTM, DIN e ISO e la norma ISO 2813 racchiude informazioni sulla misurazione della brillantezza

L'unità di misura della brillantezza è il Gloss Units (abbreviato GU o gloss), unità di misura presente nei glossmetri. L’unità di misura della brillantezza si riferisce a una scala basata sull’indice di rifrazione di un vetro nero con una riflessione speculare di 100 GU rispetto a uno specifico angolo. Tutti i materiali non metallici, ad esempio vernici o plastiche, possono avere un valore correlato a questo dato, mentre per le superfici metalliche altamente riflettenti, ad esempio cromature e laminati, si possono rilevare fino a 2000 GU. 

glossmetro nell'Enciclopedia Treccani
L’angolo di incidenza della luce e le caratteristiche fisiche della superficie influenzano i dati di misurazione rilevati dal glossmetro che deve avere determinate caratteristiche tecniche per rilevarne la brillantezza. 

I glossmetri possono essere  mono-angolari (60°) e tri-angolari (20°/60°/85°). Un glossmetro 3 angoli di misura ottimizza la rilevazione e ne garantisce una maggiore precisione. 

  • L’angolo 20° del glossmetro è maggiormente indicato per superfici molto brillanti
  • L’angolo 60° del glossmetro è maggiormente indicato per superfici mediamente brillanti
  • L’angolo 85° del glossmetro è maggiormente indicato per superfici poco brillanti

La geometria 60° di un glossmetro è la maggiormente utilizzata per il suo valore mediano, è consigliato però, di fare riferimento alla geometria 20° del glossmetro per le misurazioni al di sopra di 70GU; la geometria a 85° del glossmetro è consigliata in caso di superfici con brillantezza al di sotto di 10GU. 

4. Scala di Bacharach

Dispositivo di diagnosi del grado d'impolveramento delle superfici

La scala di Bacharach è uno strumento di misura riconosciuto a livello internazionale, nato per rilevare l’indice di fumosità dei gas di combustione delle caldaie ma utilizzato anche per misurare il grado di impolveramento delle superfici. 

Si tratta di un cartoncino rettangolare con disegnati 10 cerchi numerati da 0 a 9; i cerchi hanno un foro al centro e il loro colore aumenta gradualmente di intensità, passando dal bianco del numero zero (grado nullo di fumosità/ impolveramento) al grigio scuro del numero nove (grado massimo di fumosità/impolveramento).  

Come si usa?

Quando si ha a che fare con una superficie impolverata è sufficiente strofinarci sopra una garza o un pezzo di stoffa e avvicinarlo alla scala per confrontarne il colore con quello dei vari cerchi. 


 

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